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Aiuti Usa all'Italia, tra solidarietà e leadership

Di Alessandro Preti


Nella stessa giornata in cui gli Stati Uniti hanno registrato 2.108 morti, il più alto numero di decessi in 24 ore, sono stati annunciati, attraverso la pubblicazione di un memorandum, gli aiuti all’Italia: definita come uno degli “alleati più stretti e di vecchia data” degli Usa, per affrontare l’emergenza coronavirus.


Nel corso della in conferenza stampa dello scorso 30 marzo, Donald Trump aveva già dichiarato che gli Usa avrebbero aiutato l’Italia con attrezzature ed equipaggiamento medico per un valore di 100 milioni di dollari. Questo intervento servirà, come si legge nel memorandum, per “rispondere all'urgente bisogno dell’Italia di equipaggiamento medico e forniture”, al fine di “sconfiggere l’epidemia di Covid-19 e mitigare l’impatto della crisi, mostrando allo stesso tempo la leadership degli Usa davanti alle campagne di disinformazione cinese e russe, riducendo il rischio di una nuova infezione dall’Europa verso gli Stati Uniti”.


Gli aiuti riguardano l’approvvigionamento di quelle forniture e apparecchiature mediche che verranno ritenute in eccesso dal segretario della Difesa Mark Esper, distribuite con il contributo dei militari americani presenti sul suolo italiano, che insieme al personale consolare e diplomatico offriranno servizi, assistenza e monitoraggio.



Oltre agli interventi già avvenuti da parte di Ong e imprese private statunitensi come Eli Lilly, nel memorandum è specificato l’obiettivo di “facilitare i contatti tra le autorità italiane e le aziende americane”, inoltre l’amministrazione Trump viene autorizzata a sostenere la ripresa economica dell’Italia.


Questo impegno da parte di Washington sembra essere una mossa atta a consolidare e rafforzare il proprio peso nei confronti di Roma (la principale base logistica Usa nel Mediterraneo) e un messaggio in risposta alla solidarietà di Cina e Russia che potrebbero avere interesse ad aumentare la propria influenza in Italia, sia per avere una via di accesso attraverso cui penetrare un’Europa in bilico, sia per motivi geo-strategici legati all'area mediterranea e al collegamento con il Medio Oriente.

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