• Kevin Gerry Cafà

Cari ragazzi, niente Erasmus in Gran Bretagna

Il Presuntuoso della settimana è il capo negoziatore Ue per la Brexit Michel Barnier.


Di Kevin Gerry Cafà


Oltre alla possibilità di poter dare inizio alle vaccinazioni sul territorio europeo, la notizia dell'accordo raggiunto tra Ue e UK sul capitolo legato alla Brexit è di gran lunga l'argomento che ha caratterizzato la scorsa settimana.


"Il governo britannico ha deciso di rinunciare al programma Erasmus e me ne dispiaccio - ha detto il capo negoziatore dell'Unione, Michel Barnier, illustrando l'accordo raggiunto in extremis - Il livello di ambizione in termini di assistenza alla mobilità non è all'altezza dei nostri legami storici, ma questa - di nuovo - è una scelta del governo britannico".

La rinuncia al programma Erasmus è la più dolorosa per chi crede nell'Unione europea come opportunità per le giovani generazioni e per chi desidera misurarsi e confrontarsi con studenti di altre università europee. Gli studenti europei che studiano nel Regno Unito sono circa 150mila. Il programma Erasmus, fornisce ad ogni studente la possibilità di studiare e di fare un tirocinio in uno Stato diverso da quello di provenienza, per imparare qualcosa di nuovo, migliorare le lingue e mettersi in gioco in uno stato diverso per cultura e apprendimento. Dal 1°gennaio, iscriversi ad un'università britannica diventerà molto più costoso e complicato e a beneficiarne. Dal canto suo, l'Ue avrebbe potuto fare molto di più su questo tema, visto che da molti docenti l'iniziativa della Gran Bretagna è stata definita come una sorta di vandalismo culturale, nei confronti di un progetto che ha esteso le opportunità e gli orizzonti per tantissimi giovani.

La Gran Bretagna è già corsa ai ripari con un suo programma, che verrà dedicato ad Alan Turing, il quale permetterà ai giovani britannici di poter studiare in altri paesi dell'Europa e del mondo. L'Europa perde la chance di affrontare seriamente il tema legato al programma Erasmus. Opportunità che avrebbe permesso di chiudere l'anno con un'altra buona notizia per migliaia di giovani europei, vista la presa di posizione del Parlamento europeo di qualche settimana fa, sulla pratica degli stage, dei tirocini e degli apprendistati non retribuiti, considerata come lesiva alla dignità del tirocinante.

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