• Kevin Gerry Cafà

Conte ha imparato a fare il politico

Avevamo già dato qualche anticipazione sulla figura designata a ricoprire il ruolo di Presuntuoso della settimana. La scelta è caduta sul premier italiano, Giuseppe Conte.


Di Kevin Gerry Cafà.


Prima di chiarire i motivi che hanno portato alla scelta del presidente Giuseppe Conte, bisogna sottolineare che il nostro magazine ha sempre sostenuto la linea delle restrizioni scelta dal governo nella gestione della pandemia causata dalla diffusione del Covid-19. L'unico aspetto su cui avevamo espresso le nostre perplessità, si riferiva alle continue falle del modello di comunicazione offerto dallo staff del premier, visto che la maggior parte dei quotidiani entrava in possesso delle anticipazioni dei Dpcm che venivano descritte in diretta tv dal premier qualche ora dopo. Una percentuale di rischio molto alto, considerando che non è passato tanto tempo dalle immagini della gente in fuga dai propri comuni di domicilio per recarsi alla stazione e fiondarsi sul primo treno in partenza. A questo aggiungiamo l'uso spropositato del politichese da parte del premier per annunciare agli italiani l'impossibilità di spostarsi nei giorni dedicati alle festività natalizie. La distribuzione dei colori per alcune delle giornate è una grossa supercazzola prematurata che farebbe indispettire anche il grande Conte Mascetti. Si tratta di un errore grossolano che il governo Conte ha già commesso in più occasioni. Anche la scorsa settimana, quando il premier ha comunicato le misure in vigore dal 21 dicembre fino al 7 di Gennaio, causando una discreta quantità di disagi agli italiani. Oltre a questo aspetto, è importante sottolineare che la prima ondata del virus avrebbe dovuto fornire delle preziose indicazioni circa la gestione di un'eventuale seconda ondata che puntualmente si è verificata. In realtà, oltre all'introduzione del sistema a colori introdotto per arginare il nemico invisibile, non sono state introdotte misure per risolvere le problematiche palesatesi nel corso dei primi giorni dell'anno. Nessuna novità sui trasporti, sui ristori, università, scuola ecc...


In realtà, in questa fase, ci ritroviamo a poggiare ogni nostra speranza all'inizio delle vaccinazioni, che potrebbe arrivare già il prossimo anno. Rimane però, a mio avviso, la realtà preoccupante legata a quello che dovrebbe rilanciare il nostro paese: il Recovery Plan dell'Italia, in cui si parla di “incrementare”, “migliorare”, “aumentare”, una determinata spesa o un determinato coefficiente di misurazione, ma non è noto sapere di quanto, e come. C’è però un ulteriore elemento che dovrebbe destare allarme: la totale assenza di misure a favore dei giovani. La parola "giovani" viene citata diverse volte nella bozza ma senza alcuna indicazione delle azioni da perseguire. Vedremo quali misure verranno introdotte e approvate nelle prossime settimana. Renzi permettendo...

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