• Kevin Gerry Cafà

Cristiano, il tampone e il Covid non sono delle stron***e

Il Presuntuoso della settimana per Politicose è Cristiano Ronaldo


Di Kevin Gerry Cafà


Ah forse non vi ho mai detto che la rubrica creata appositamente per rendere leggera e piacevole la lettura di vicende legate alla politica internazionale. Spesso è difficile sorvolare su frasi, esternazioni e riflessioni di personalità che poco hanno in comune con il mondo della politica europea ed internazionale. Indubbiamente, è stata anche la settimana dello sfogo di Cristiano Ronaldo per l'esito positivo del tampone a cui si è sottoposto qualche ora prima della partita di Champions League Juve-Barcellona e che ha impedito al portoghese di affrontare l'eterno rivale Leo Messi. Un post in cui Cristiano definisce una stronz***a il tampone, condividendolo con i suoi 241 milioni followers su Instagram. Messaggio cancellato dopo qualche ora. In realtà, il contenuto sminuisce l'importanza del tampone e la pericolosità del virus che ha fatto milioni di vittime in tutto il mondo. Di certo non è passato inosservato la sciocchezza pubblicata dal sette della Juve, visto che pure il noto virologo Roberto Borioni aveva commentato, sempre su twitter: “Do il benvenuto nella nutrita schiera dei virologi al collega Cristiano Ronaldo. Sarà utilissimo nella prossima partitella contro gli oculisti”.


Ronaldo, pentito e convintosi del grossolano errore commesso su uno dei social più seguito dagli utenti, ha fatto dietrofront cancellandolo definitivamente dal suo account. Naturalmente, lo sfogo di Cr7 ha attirato l'attenzione anche del popolo negazionista che - per qualche ora - ha coltivato il sogno di avere come testimonial d'eccezione per la loro campagna contro il Covid e le mascherine proprio il portoghese della Juve. Meglio che Cristiano Ronaldo sfrutti la forza della sua immagine per trasmettere l'esatto opposto di quello scritto qualche giorno fa sul suo account Instagram.

Spero che il suo "Cris is back" di ieri nel post-partita di Spezia-Juve, non sia riferito solo al fatto che è pronto a riportare la Juve in vetta alla classifica delle Serie A ma anche alla possibilità di avere il buon vecchio Cristiano: il campione in prima line nel donare cifre milionarie a enti non profit ed esserne testimonial, in particolare nelle azioni solidali verso bambini disagiati.

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