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Erdogan e Al-Sarraj rafforzano la cooperazione nel Mediterraneo orientale

Di Kevin Gerry Cafà


L'intesa tra la Turchia e il Governo di Accordo Nazionale (GNA) di Fayez Al Serraj per la realizzazione di aree di giurisdizione marittima, è stata la mossa che ha intensificato notevolmente le relazioni tra questi due attori. Entrambi i protagonisti di questo intreccio politico ed economico - che sta segnando l'intero iter decisionale sulla Libia - trovano vantaggio dalla stipulazione del Memorandum d'intesa per la creazione di una zona economica speciale, dettato dall'appoggio della Turchia alla causa di Al Serraj nella guerra intrapresa con le milizie del generale Khalifa Haftar. Il primo ministro del GNA ha espresso in più occasioni la volontà di aumentare la cooperazione con la Turchia e ha dichiarato di voler coinvolgere le aziende turche nel processo di ricostruzione a cui sarà soggetta la Libia nei prossimi mesi.


Nel corso del meeting congiunto con il primo ministro libico riconosciuto dalla comunità internazionale, Erdogan si è soffermato sulla necessità di migliorare la cooperazione con Al Serraj, compresa l'esplorazione e le trivellazioni nel Mediterraneo orientale alla ricerca di idrocarburi da poter sfruttare. Su un processo politico e una soluzione sotto l'egida delle Nazioni Unite, Erdogan ha affermato che sebbene Haftar e le sue milizie abbiano commesso crimini contro l'umanità e crimini di guerra, il governo di Al Serraj ha sempre adottato un atteggiamento positivo in questo processo. Da qui, secondo il Reis ha sottolineato che "una persona che minaccia costantemente il futuro della Libia non può più avere un diritto di rappresentanza per sedersi sul tavolo delle trattative". Un chiaro riferimento al generale Haftar spalleggiato da Russia, Arabia Saudita, Emirati Arabi ed Egitto. che lo sostengono sul campo di battaglia, a livello finanziario e diplomatico.


"La storia giudicherà coloro che causano spargimenti di sangue e lacrime in Libia sostenendo il generale Haftar"


Le frasi legate al concetto di cooperazione e ricostruzione del paese pronunciate da Al Serraj sembrano quasi confermare il possibile cambio di passo in Libia, segnato dalla sconfitta di Haftar in Tripolitania che potrebbe essere il preludio al crollo delle sue ambizioni nel paese, visto che la presa di Tarhuna rappresenta un duro colpo per le forze del generale. Tuttavia, è chiaro che l'opera politica realizzata e ricamata da Erdogan in Libia soddisfa pianamente Al Serraj, che - ad inizio anno - sembrava potesse abdicare a favore del leader della Cirenaica. Al Serraj ha trovato nella Turchia un valido alleato in grado di proporre e garantire un dispiegamento di forze sul territorio e un sostegno al suo governo, in cambio di una serie di discutibili concessioni che continueranno ad alterare le relazioni internazionali nel Nordafrica.



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