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Erdogan e l'accordo sui migranti

Il Presuntuoso della settimana per Politicose è il presidente della Turchia, Recep Tayyip Erdoğan.


Di Kevin Gerry Cafà


Ci sarebbero tanti per motivi per spiegare il perché la scelta sia ricaduta sul Reis questa settimana. Concentriamoci però sulle sue ultime mosse. La volontà di Erdoğan di negoziare un nuovo accordo sui migranti con la comunità europea, è l'ennesimo tentativo del presidente turco di destabilizzare l'Ue su un tema delicato.


Nei primi mesi dalla firma dell’accordo negoziato dall'ex primo ministro Ahmet Davutoğlu, Erdoğan non vedeva di buon occhio il rapporto instaurato dal primo ministro con l’UE. Per il Reis, la firma dell’accordo con l’Ue sui migranti del 2016 avrebbe permesso alla Turchia di dare una sterzata alla politica estera e di sicurezza in virtù dell’appoggio internazionale ed europeo: sostegno indispensabile per affrontare le difficoltà economiche che il paese stava cercando di fronteggiare in quel periodo.


Tralasciando le difficoltà economiche, il motivo per cui Erdoğan spinge per un nuovo accordo sui migranti non è molto distante da quello che lo aveva convinto ad accettare le scelte dell'ex primo ministro Davutoğlu: sostegno europeo ed internazionale.

Stavolta, però, si tratta di appoggiare il suo progetto di #Idlib e la creazione di una zona cuscinetto per tutelare i suoi confini.


Nella strategia del Sultano non vi è alcuna volontà di trovare una soluzione per limitare la marcia di decine di migliaia di profughi verso il confine greco. Tenere sotto scacco l'Ue, sembra essere tornato al centro dell'agenda politica del Reis. D'altronde: "È l’Europa che ha bisogno di noi. Non noi”.

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