• Kevin Gerry Cafà

#GeoEuro2020: Turchia-Italia non è solo una partita di calcio

Di Kevin Gerry Cafà

La partita inaugurale di #Euro2020 propone una sfida che ha un fascino particolare dal punto di vista storico-politico: due dei più antichi popoli del mondo che hanno scritto pagine importanti in termini di conquiste in campo militare e di organizzazione dei rispettivi eserciti. Nell'ultimo decennio, le relazioni internazionali tra Italia e Turchia hanno mostrato degli alti e bassi, legati inevitabilmente ad un ipotetico ingresso di Ankara nella Comunità europea. Già nel 2005, all'ex premier Berlusconi stimolava l'ipotesi di una adesione della Turchia nell'Ue, in quanto Ankara occupa una posizione geopolitica strategica e considerata il ponte che unisce l'Europa e l'Asia. A questo si aggiunge che la Turchia è anche un punto naturale di passaggio fra le regioni produttrici di petrolio e gas naturale del Medio Oriente e dell'Asia Centrale e le regioni consumatrici europee. Negli anni successivi, Berlusconi riesce a intrattenere degli ottimi rapporti con il premier turco Erdogan, nonostante Francia e Germania non vedano di buon occhio la figura del sultano, poiché consideravano il suo concetto di democrazia parecchio distante dai valori europei. Motivi che hanno portato alla fase di stallo nel processo di acquis communitaire in cui era coinvolta la Turchia.


Da quel momento, le relazioni tra Italia e Turchia subiscono un rallentamento e anche momenti di tensione durante il conflitto siriano, a causa della fuga dei siriani verso la Turchia e successivamente verso l'Europa. L'EU-Turkey joint action plan del 2015 e il successivo accordo sui migranti, sono due dei punti più bassi della gestione Juncker, a cui l'Italia aderisce e diventa promotore dell'iniziativa insieme agli altri paesi europei.

Dalla questione libica in poi, le relazioni internazionali tra Italia e Turchia rimangono stabili. Con l'arrivo di Conte a Palazzo Chigi e Di Maio alla Farnesina, la Turchia diventa un possibile partner strategico, in virtù delle importanti conquiste in termini geo-strategici di Erdogan e può essere un'opportunità per le aziende italiane.

Il passaggio di consegne tra Conte e Draghi, scrive un altro capitolo importante delle relazioni tra questi due paesi. Qualche settimana fa, il premier italiano ha definito indirettamente il presidente turco un dittatore, attaccandolo per l’atteggiamento riservato a Ursula von der Leyen durante la sua visita ad Ankara. Non è arrivata nessuna scusa da parte di Draghi. Ma questo segna un totale raffreddamento del dialogo tra questi due paesi che si affronteranno tra poche ore allo stadio Olimpico di Roma.

13 visualizzazioni0 commenti