• Federica Maganuco

Il dado è tratto: Camere sciolte, elezioni tra 70 giorni

Di Federica Maganuco


In un rovente pomeriggio di fine luglio, la parola chiave delle ultime lunghe e difficili ore diventa “elezioni”.

Ebbene si, incredibilmente, a distanza di anni torna a riecheggiare un termine che sembrava oramai passato di moda, considerati i diversi governi (più o meno) “tecnici” che si son susseguiti nelle ultime legislature.

Il secondo mandato presidenziale di Mattarella non poteva (forse) avere risvolto peggiore, considerate le diverse difficoltà affrontate dal nostro Paese, in particolare, nell’ultimo biennio.

Il triste epilogo di questo pomeriggio, che vede la definitiva caduta del governo Draghi, non può essere ben visto neanche dall’Europa. Dopo diversi anni in cui nel dibattito pubblico italiano si ripeteva insistentemente la frase “L’Italia non conta nulla in Europa”, negli ultimi mesi la figura di Draghi sembrava aver fatto rivalutare l’opinione sulla credibilità dell’Italia: l’ex numero uno della Bce a capo del governo italiano era ormai divenuto sinonimo di autorevolezza e leadership, nonché una garanzia per l’Ue.

Tuttavia con oggi si fa qualche passo indietro.

E adesso cosa succede?

A Camere sciolte, per prassi consolidata, si interrompe l’attività legislativa, di indirizzo e di controllo del Parlamento ma ci sono delle eccezioni per cui deputati e senatori vengono richiamati nel rispettivo emiciclo a svolgere la relativa attività. Eccezioni certamente legate alla particolare natura ed urgenza di taluni adempimenti: primo fra tutti, l’esame dei ddl di conversione dei decreti legge – si pensi al decreto semplificazione ed a quello infrastrutture, la cui discussione generale è stata calendarizzata per il 25 luglio e il 1 agosto; l’esame e l’approvazione dei progetti di legge – urgenti ed ininfluenti sugli esiti della crisi – su cui vi è il consenso unanime dei gruppi parlamentari, ovverosia il ddl sulle isole e il ddl concorrenza.

Indubbiamente un dato non deve essere sottovalutato, allo stato dei fatti, ossia l’appello del Presidente della Repubblica, il quale subito dopo aver firmato il decreto che sancisce lo scioglimento delle Camere, ha invitato le rappresentanze politiche a mettercela tutta per assicurare e fornire un contributo costruttivo per il nostro Paese. Nonostante l’intensa e a volte acuta dialettica della campagna elettorale, occorre porre la massima attenzione su tutti quegli interventi indispensabili e necessari: dal contrasto all’inflazione alla sicurezza legata alla guerra Russia-Ucraina, dall’attuazione nei tempi concordati del Pnrr alla lotta alla pandemia.

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