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Il Mes per le spese sanitarie

La scorsa settimana, i ministri dell'economia dei paesi membri dell'Ue hanno raggiunto un accordo per istituire linee di credito adeguate alla luce delle sfide poste dalla pandemia di Coronavirus. Oltre, alla misure messe in campo dalla Bce, l'Eurogruppo ha definitivo le linee guida sull'utilizzo del Meccanismo europeo di stabilità (Mes) senza la rigorosa condizionalità, a cui questo particolare fondo finanziario europeo per la stabilità è soggetto.

L'unico requisito per accedere al Mes che gli Stati membri dell'area dell'euro sono tenuti a rispettare è l'impegno ad utilizzare tale linea di credito per sostenere il finanziamento interno dei costi diretti e indiretti relativi all'assistenza sanitaria, alla cura e prevenzione legata alla crisi COVID-19.


Cosa sono i costi diretti e indiretti?


Il capitolo legato ai costi diretti e indiretti è al centro del dibattito europeo, visto che non sono stati forniti ulteriori dettagli nelle conclusioni del summit europeo. La scarsa definizione fornita dall'Ue circa i costi diretti e indiretti finalizzati, è uno dei fattori che genera parecchio scetticismo tra i paesi membri sull'utilizzo del Mes: terreno fertile per i partiti di opposizione in Italia.

L'unica certezza è il ruolo di controllo e sorveglianza che la Commissione europea svolgerà, ovvero che il credito liberato dal Mes sia effettivamente impiegato per le sole circostanze speciali dell'attuale crisi. Ad oggi, il Fondo Salva Stati sembra essere l'unica linea di credito a cui poter accedere già all'inizio del mese di giugno con una maturità dei prestiti a 10 anni e un tasso d'interesse poco sopra lo 0,1% annuo.



La Commissione ha specificato l'utilizzo del Mes può riguardare:

• costi sanitari, di cura e di prevenzione volti ad aiutare il settore sanitario a rispondere efficacemente alla pandemia di COVID-19. Possono includere la parte del pubblico generale la spesa sanitaria stimata direttamente o indirettamente è attribuita all'affrontare il impatto di COVID-19 sul sistema sanitario, nel 2020 e nel 2021.


• altri costi indiretti relativi all'assistenza sanitaria, alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi di Covid-19. In linea con l'accordo raggiunto nell'Eurogruppo, gli Stati colpiti dalla crisi COVID-19 dovrebbero essere in grado di identificare le spese ammissibili pari al 2% del PIL.


Per l'Italia si tratta della possibilità di accedere ai 35/37 miliardi disponibili per l'emergenza, al fine di sostenere il finanziamento interno dell'assistenza sanitaria diretta e indiretta - compresi i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID-19 - su cui il governo prima o poi dovrà esprimersi.




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