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Italia-Libia: si riparte dal Memorandum di intesa del 2017

Di Kevin Gerry Cafà

Oltre alla necessità di avviare un processo di stabilizzazione in Libia, il consolidamento della leadership del primo ministro del Governo di Accordo Nazionale Fayez al-Serraj apre nuovi scenari per il governo italiano. La modifica al Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo al contrasto all'immigrazione illegale, è stato discusso durante la visita del ministro degli Esteri italiano Luigi Di Maio a Tripoli dove ha incontrato il suo omologo Mohamed Siala, il primo ministro Fayez al-Serraj, ed il ministro degli Interni Fathi Pashaga, oltre ad un certo numero di alti funzionari del Governo di Accordo Nazionale (GNA) riconosciuto dalle Nazioni Unite. L'iniziativa del ministero del ministero degli Esteri italiano rientra nelle relazioni bilaterali tra i due paesi e ha come obiettivo quello di gettare le basi per la revisione del dossier sull'immigrazione e i negoziati per modificare il protocollo d’intesa firmato tra i due paesi nel febbraio 2017, che l’Italia vorrebbe rinnovare ed estendere per altri tre anni.

Il Memorandum d'intesa sulla cooperazione nel campo dello sviluppo, del contrasto all'immigrazione illegale, al traffico di esseri umani, al contrabbando e sul rafforzamento della sicurezza delle frontiere

L'accordo firmato lo scorso 2 Febbraio 2017 a Roma dal governo guidato da Paolo Gentiloni, promuoveva la cooperazione tra entrambi i paesi per affrontare le sfide che si ripercuotono negativamente sulla pace, la sicurezza e la stabilità nei due paesi e la necessità di continuare a sostenere gli sforzi miranti alla riconciliazione nazionale, al fine di permettere l’edificazione di uno stato civile e democratico libico. Dal punto di vista politico-giuridico, con la firma del Memorandum, entrambi i paesi hanno riaffermato il loro impegno a dare attuazione ai precedenti Trattati sottoscritti e ancora vigenti in materia, in particolare, il Trattato di Amicizia, Partenariato e Cooperazione firmato a Bengasi il 30 agosto 2008 e la Dichiarazione di Tripoli del 21 gennaio 2012.

La natura del Memorandum d'intesa prevede l’esternalizzazione delle frontiere italiane attraverso la predisposizione di campi di accoglienza temporanei sul suolo libico. Tali centri sono tuttora sotto l’esclusivo controllo del ministero dell’Interno libico che si occupa di valutare ogni singola situazione disponendo il rimpatrio o il rientro volontario nel paese d’origine. A tal proposito, l'art.2 paragrafo 2 del Memorandum riguardo l'adeguamento e il finanziamento dei centri di accoglienza summenzionati già attivi nel rispetto delle norme pertinenti, usufruendo di finanziamenti disponibili da parte italiana e di finanziamenti dell'Unione Europea, è uno degli aspetti su cui il governo italiano attribuisce una notevole importanza. Infatti, l'Italia ha contribuito alla fornitura di medicinali e attrezzature mediche per i centri sanitari di accoglienza, al fine di soddisfare le esigenze di assistenza sanitaria dei migranti illegali, per il trattamento delle malattie trasmissibili e croniche gravi. Anche se questo punto è stato oggetto di forti critiche dell'Alto commissario Onu per i rifugiati che ha paragonato le condizioni disperate in cui i profughi vivono all'interno dei centri d'accoglienza libici ai campi di concentramento della seconda guerra mondiale.

La proposta di modifica al Memorandum


Dal punto di vista strettamente politico, la missione del ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha una portata più ampia, visto che l'Italia spera di ottenere dalla Libia l'impegno di assistere i migranti salvati nelle loro acque, attribuendo loro protezione internazionale così come stabilito dalle Nazioni Unite. Lo stesso Di Maio ha annunciato di aver ricevuto da Al Serraj la proposta di modifica al Memorandum per trovare soluzioni ragionevoli all'immigrazione clandestina, alla lotta contro il terrorismo, alla tratta degli esseri umani e al contrabbando di carburante. Una discreta parte di questi obiettivi passa per l'ottimizzazione della missione europea IRINI, che dovrebbe porre un argine al traffico e alla tratta di esseri umani attraverso la raccolta di informazioni e il pattugliamento con mezzi aerei, su cui verrà coinvolta anche la Commissione europea nei prossimi mesi.

"Il presidente Al Serraj mi ha consegnato la proposta libica di modifica del Memorandum of understanding in materia migratoria. Ad una prima lettura si va in una giusta direzione, con la volontà della Libia di applicare i diritti umani".

Al Serraj ha ringraziato l'Italia per aver contribuito alle operazioni di rilevamento delle mine che le milizie del generale Khalifa Haftar pare avesse piazzato in aree residenziali dalle quali sono state scacciate. Approfondire i contenuti per la stipulazione di un Memorandum e la necessità di evitare una divisione della Libia saranno i due temi del prossimo summit in programma il 2 luglio, intorno alla quale si potrà avviare il Comitato per iniziare i negoziati.

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