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L'Iran al voto. Prevista nessuna sorpresa

Di Kevin Gerry Cafà


In Iran sono in corso le votazioni per il rinnovo del Majles, l'organismo legislativo della Repubblica Islamica, che si compone di 290 seggi.


Le elezioni si svolgono in un clima di forte tensione con l'Occidente e di malcontento interno per le condizioni economiche del Paese, causate, in primis, dalle sanzioni economiche imposte dagli Usa. A questa situazione, vanno aggiunte le divisioni causate dall'uccisione del generale Qassam Soleimani, che ha ridato impulso alle spinte anti-americane.


Nei mesi successivi all'uccisione di Solemaini, le sessioni del parlamento iraniano, sono state caratterizzate dall'azione di alcuni parlamentari ultraconservatori, i quali hanno bruciato la bandiera americana ripetendo lo slogan "Morte all'America!"


Di certo, assisteremo alle elezioni meno competitive della storia iraniana, vista la quantità di candidati riformisti.esclusi dalle liste elettorali, poste sotto il controllo del Consiglio dei guardiani: organo di 12 membri, sei religiosi e sei giuristi, al servizio dell'ala conservatrice che fa a capo alla Guida suprema Ali Khamenei. Si prevede dunque una larga astensione che dovrebbe favorire la ripresa del controllo del Parlamento da parte delle forze conservatrici.



Si tratta di un banco di prova anche per Hassan Rohani, viste le difficoltà di rispettare il suo programma di governo che ha restituito un Iran ultraconservatore e in grave difficoltà economica. Tra tutte le promesse fatte in campagna elettorale,

Rohani paga il fatto di non aver migliorato gli standard di vita degli iraniani. Da qui, è importante sottolineare il naufragio di un tabù strategico che per trent'anni aveva messo a dura prova le diplomazie di un grande gruppo di stati, ovvero l’accordo sul nucleare che Trump aveva definito "lo stupido affare di tutti i tempi".


L'obiettivo comune di piena reintegrazione dell'Iran nel "bene vivente" della politica internazionale è stato messo a dura prova dalle politiche presenti sull'agenda estera dell’amministrazione Trump, che si è spostata verso un nuovo piano per il Medio Oriente che coinvolge il Principe ereditario saudita, Mohammad bin Salman e Mohammed Bin Zayed, il Principe ereditario di Abu Dhabi, costruendo legami migliori con il primo ministro israeliano Benjamin Netanyhau.Vedremo nelle prossime ore, quale Iran uscirà dalle urne e le reazioni del Presidente Trump.

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