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La proposta spagnola

Di Kevin Gerry Cafà

Una buona parte del destino dell'Europa verrà deciso il prossimo giovedì nel corso del Consiglio europeo in videoconferenza. Come molti quotidiani hanno scritto in queste settimane, non si tratta solo del futuro del governo italiano ma di un vertice europeo in cui si cercherà di colmare il gap esistente tra le richieste di Francia, l'Italia e Spagna e la riluttanza di partner come Germania e Paesi Bassi. Non è solo una battaglia per i Coronabond. Le probabilità di ripresa delle economie colpite dal Covid-19 dipendono esclusivamente dall'attuazione di un grande Piano Marshall europeo per i prossimi anni.


A tal proposito, il governo spagnolo guidato da Pedro Sanchez al vertice che riunisce i capi di Stato o di governo dei 27 Stati membri dell'UE, il presidente del Consiglio europeo e il presidente della Commissione europea, proporrà un Recovery fund da circa 1.500 miliardi di euro finanziato attraverso debito perpetuo dei Paesi dell'Ue. Si tratta di un titolo di stato privo di scadenza che verrà assegnato tramite trasferimenti tra i Paesi maggiormente colpiti dalla crisi e non come debito. La proposta del governo Sanchez è in linea con l'iniziativa promossa dagli altri paesi del sud come l'Italia e la Francia ma offre soluzioni diverse, poiché eviterebbe un massiccio indebitamento dei paesi e trasferimenti diretti limitati alla durata della crisi. L'importo di questi trasferimenti è legato all'impatto registrato dal Coronavirus nelle singole economie in termini di "percentuale della popolazione colpita, la riduzione del PIL o l'aumento della disoccupazione", come riporta El Pais.

Secondo alcuni media europei, la proposta spagnola potrebbe ottenere il placet della cancelliera tedesca Angela Merkel che ha sottolineato la volontà della Germania di essere solidale ma entro i trattati europei.

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