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La settimana più lunga della storia per il Libano

Il Presuntuoso della settimana è il presidente del Libano Michel Aoun


Di Kevin Gerry Cafà


La scorsa settimana è stata caratterizzata dalle due violente esplosioni nel centro di Beirut dovute a materiali esplosivi avvenute al porto della capitale del Libano. Il drammatico evento ha provocato centinaia di morti e migliaia di feriti.

Oltre all'esplosione violentissima e agli effetti devastanti causati dalla pandemia da Coronavirus nel paese, il Libano vive una crisi finanziaria mai vissuta prima d'ora. Il deprezzamento della sterlina libanese ha fatto precipitare il paese nella peggiore crisi economica degli ultimi decenni. La rabbia è cresciuta quando la sterlina libanese è arrivata ai suoi minimi, avendo perso il 70% del proprio valore da ottobre quando sono iniziate le proteste. Strano per un paese noto anche come la “Svizzera del Levante”, grazie alla sua lunga tradizione di politiche economiche basate sulla concorrenza, il libero scambio, l‟applicazione del segreto bancario e l‟assenza di restrizioni sui movimenti di capitali ed investimenti.


Adesso, il presidente del Libano Michel Aoun si trova impantanato in una crisi che ricade su di lui e le scelte in campo economico, politico e sociale. La rabbia di una città devastata e di un intero Paese, scivolato da mesi nel baratro è scoppiata qualche giorno fa, con azioni senza precedenti da parte dei manifestanti anti-governativi. Alcuni manifestanti hanno persinp "impiccato" un manichino del leader degli Hezbollah, Hasan #Nasrallah, ad un patibolo eretto a piazza dei Martiri, poiché considerato alla comunità sciita libanese e mediorientale un leader politico e religioso "intoccabile". Come sappiamo, Hezbollah rappresenta una realtà affermata nel paese e fondamentale per gli equilibrio geopolitico Mediorientale. E' chiaro che il presidente Aoun paga la presenza ingombrante e molto presente anche nel tessuto sociale, le cui attività riguardano sia specificatamente il settore della sussistenza, sia quello economico finanziario. Da qui la necessità per il Libano che il suo presidente e l'intero apparato governativo faccia il possibile per evitare che il Libano si tinga delle stesse proteste che hanno caratterizzato la nascita di nuove ondate di proteste note come Primavere arabe

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