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La solidarietà del nord Europa

Il Presuntuoso della settimana è il cancelliere federale dell'Austria Sebastian Kurz.


Di Kevin Gerry Cafà


Come era prevedibile, la strategia franco-tedesca messa nero su bianco dalla cancelliera Merkel e dal presidente della Repubblica francese Macron non trova sponda nel gruppo dei paesi del nord Europa. La proposta di creazione di un Recovery Fund da 500 miliardi ancorato al bilancio europeo e a fondo perduto, riporta al centro del dibattito europeo il dualismo Nord-Sud sulle iniziative dell'Unione in materia economica e finanziaria, che ha alimentato le tristi e grigie giornate di quarantena ai tempi del Coronavirus. Stavolta, la linea del rigore di Austria, Danimarca, Olanda e Svezia, si è fermata sulle modalità con cui i paesi dovrebbero accedere al fondo per la ripresa che verrà presentato tra qualche giorno a Bruxelles. I paesi firmatari della soluzione alternativa al piano Merkel-Macron, preferirebbero che tali aiuti venissero erogati sotto forma di prestiti e non aiuti, in virtù della "cooperazione e solidarietà su cui si fonda la comunità europea". Le iniziative del cancelliere austriaco avevano già fatto discutere. In particolare, riguardo il ritardo della riapertura del confine con l'Italia che il cancelliere considera ancora prematura.


La controproposta presentata alla stampa europea dal cancelliere austriaco Kurz e firmata dai leader degli altri paesi prevede la costituzione di un fondo di emergenza temporaneo della durata di due anni, mirato a sostenere la ripresa economica e la resilienza dei settori sanitari mediante prestiti a condizioni favorevoli privi di alcuna mutualizzazione del debito, in cambio di un forte impegno a riforme e al quadro di regole fiscali da parte degli Stati che ne faranno uso. Sostanzialmente, il denaro raccolto sui mercati finanziari da Bruxelles verrebbe distribuito ai paesi sotto forma di crediti e non di sovvenzioni, in cambio dell'impegno dei paesi a introdurre nuove riforme e il rispetto delle regole di bilancio. Un linguaggio molto simile a quello utilizzato dalla Troika che spaventa i paesi maggiormente indebitati e non ancora sicuri di usare il Mes per fronteggiare le spese sanitarie.


Di certo, la netta presa di posizione del cancelliere austriaco Kurz circa la possibilità di condividere il debito per far fronte all'impatto economico del Coronavirus non stupisce più di tanto, visto che l'antagonista della controproposta è il premier olandese Rutte: uno dei responsabili del naufragio dei Coronabond e capofila della linea rigorista europea sulle iniziative europee a breve, medio e lungo termine. Una questione che merita di essere approfondita nel periodo post-pandemia. Adesso, è necessario trovare un compromesso sull'iniziativa europea da affiancare SURE, i fondi del Mes e le iniziative della BEI.



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