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La stagione delle riforme passa dall'utilizzo del Mes

Di Kevin Gerry Cafà


La tanto attesa risposta della comunità europea alla crisi causata dalla diffusione del Coronavirus su scala mondiale, rappresenta una svolta epocale nell'ambito degli interventi in materia economica e finanziaria. Il Next Generation EU da 750 miliardi di euro e il bilancio rafforzato a lungo termine dell'Unione europea per il 2021-2027, sommate alle tre importanti reti di sicurezza per lavoratori e imprese - approvate dal Consiglio europeo lo scorso 23 aprile 2020 - raggiungono quasi il valore di 1.290 trilioni di euro. Una nuova filosofia quella intrapresa dall'Europa, definita rigorosa e inflessibile sui conti ma che adesso sembra assumere le sembianze di una comunità aperta al dialogo e in grado di comprendere le difficoltà di ogni singolo stato membro.


Il Recovery fund non è solo un sostegno per l'emergenza ma un piano a lungo termine che, pur senza condizionalità, obbliga in qualche modo gli Stati a mettere in atto una serie di riforme che Bruxelles chiede ormai da anni. Una ripresa intelligente e commisurata alle esigenze di ogni stato membro, che godrà del sostegno della Commissione europea nella fase più delicata per il Recovery fund: la corsa all'unanimità in sede di Consiglio europeo, in cui si dovrà trovare l'accordo sulla proposta del presidente Von der Leyen senza snaturare l'essenza dell'intervento stesso. Il pacchetto di interventi da 750 miliardi di euro di cui 500 miliardi come aiuti, 250 miliardi come prestiti, verrà versato attraverso degli accurati programmi europei di riforme e rimborsati per un lungo periodo di tempo mediante i futuri bilanci della comunità europea tra il 2028- 2058.

Gli Stati europei dovranno mettere nero su bianco un Piano per la ripresa fatto di riforme e interventi mirati. Una sorta di stagione di riforme che verrà alimentata dai fondi distribuiti agli Stati secondo un metodo di ripartizione che tiene in conto del Pil pro capite, la disoccupazione e la popolazione, prestando la dovuta attenzione agli investimenti pubblici e alle riforme scelte dagli Stati ma indicati dalla Ue. Il piano di ogni singolo paese dovrà essere coerente con gli obiettivi comuni europei, cioè gli investimenti in digitale e Green economy, seguendo le raccomandazioni che ogni anno la Commissione indirizza a ciascun Paese. In questo modo, il ruolo svolto dalla Commissione assumerà un portata ancor più ampia sul modo in cui paesi indirizzeranno le risorse messe a disposizione dalla comunità europea.


Quando sarà disponibile il Recovery Fund? E il Mes...


Da qui, è necessario sottolineare che il Recovery Fund non sarà disponibile nel breve periodo. Il Consiglio europeo e la trattativa con i paesi cosiddetti "rigoristi", Austria e Paesi Bassi in testa, posticiperà di gran lunga la possibilità di accedere ai fondi del piano europeo per la ripresa. A questo punto, sembra quasi banale non ipotizzare la possibilità di attingere all'unico strumento disponibile nell'immediato: il Mes, a cui accedere già all'inizio del mese di giugno con una maturità dei prestiti a 10 anni e un tasso d'interesse poco sopra lo 0,1% annuo. Fino ad ora, il governo italiano ha deciso di non pronunciarsi sulla possibilità di accedere agli ormai celebri 35/37 miliardi disponibili per l'emergenza destinati a sostenere il finanziamento interno dell'assistenza sanitaria diretta e indiretta, dimostrando parecchia sufficienza e una vibrata attenzione sull'effetto che l'uso del Mes avrebbe in termini elettorali per la maggioranza su cui si posa il governo Conte.

Presto il governo dovrà esprimersi su cosa farne dei miliardi messi a disposizione dal Meccanismo europeo di stabilità, vista la necessità di avere nuove linee di credito per eventuali interventi in programma già nei prossimi mesi.

Dunque, il governo italiano dovrà dimostrare di essere all'altezza della sfida che attende il paese. Negli anni, la necessità di interventi concreti in materia economica e soprattutto fiscale ha la fisionomia di un vero e proprio tormentone. Stavolta, convincere l'Europa vuol dire ottenere il sostegno delle sovvenzioni e le diverse tranche di aiuti mediante l'attuazione con successo delle politiche e agli obiettivi da raggiungere nella lunga strada verso la ripresa.





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