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La Turchia tra il legame transatlantico e i rapporti con la Russia

Aggiornamento: 28 mag 2020

Di Samuele Mosconi


Il rappresentante americano per le relazioni con la Turchia sulla Siria James Jeffrey sostiene il diritto della Turchia a difendere le sue posizioni ad Idlib. Gli Stati Uniti hanno dichiarato che faranno tutto il possibile per sostenere un alleato della NATO come Ankara, attribuendo le responsabilità della guerra siriana a Putin e Assad.


Jeffrey ha inoltre condannato le azioni militari dei governativi e dell'aeronautica russa su Idlib di questi giorni ricordando come siano presenti a titolo di osservatori e con nuclei delle forze speciali anche militari americani nella lotta allo Stato Islamico, principio cardine della dottrina di Washington in Siria.


Un tentativo di riavvicinamento alla Turchia dopo il gelo dei mesi scorsi a causa del dossier riguardante l'acquisizione turca degli S-400, il conseguente stop alla consegna degli F-35 ad Ankara e la perdurante crisi cipriota.


L'inviato americano ha infatti ricordato come Stati Uniti e Turchia siedano sullo stesso fronte sia in Siria che in Libia. Nel mentre Devlet Bahçeli leader del MHP (la branca partitica del gruppo ultranazionalista turco dei Lupi Grigi) partito all'interno della maggioranza di governo con l'AKP di Erdoğan invoca a gran voce una revisione dei rapporti con Mosca accusata di non comportarsi come un partner leale verso Ankara e di promuovere una agenda criminosa sulla Siria che non può né deve non poter subire contraccolpi.


Ennesima dimostrazione di come la Turchia si stia dimostrando sempre più un player disinvolto nella scacchiera mediorientale: un attore difficilmente collocabile in un fronte o in un altro. Per la prima volta dal 2016 (anno in cui l'aeronautica turca abbatté 2 jet russi) però stiamo assistendo a vere tensioni tra Mosca e Ankara.


I dilemmi sono molti e lo scenario è estremamente complesso, nonostante ciò tuttavia i legami con Washington possono ancora essere importanti per lo stato turco e rappresentare eventualmente una sponda alternativa ancora oggi a Mosca, nonostante le azioni di Erdoğan degli ultimi anni abbiano minato notevolmente i legami tra le due nazioni

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