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Ondata di violenza in India tra musulmani e indù

Di Francesca Anzola


Il caos è scoppiato durante la prima visita ufficiale di #Trump da quando si è insediato il presidente nazionalista Narendra Modi. Non tanto perché l’amministrazione Trump centri con questi eventi, ma per un fatto di visibilità mediatica.


I fatti


Mentre #Modi si preparava per la sua rielezione, in un momento in cui l'economia in rallentamento, ha iniziato ad alimentare il nazionalismo indù, che ha avuto senso dal punto di vista dei numeri politici, dato che l'80% del Paese è indù, nonostante sia anche la patria di 170 milioni di musulmani.


Il Presidente Modi non ha utilizzato l’espediente del nazionalismo indù solo per farsi rieleggere, ma l’ha voluto introdurre anche nel suo governo, che ha introdotto e approvato il Citizenship Amendment Act (CAA), il quale accelera la cittadinanza per le minoranze religiose perseguitate in Afghanistan, Pakistan e Bangladesh, purché soddisfino determinati criteri, primo fra tutti quello di non essere musulmani. La legge è ampiamente considerata a livello non solo nazionale ma anche internazionale anti-musulmana.


Non ha sorpreso, quindi, che l'annuncio della nuova legge abbia infiammato le passioni della comunità musulmana del Paese, che negli ultimi mesi ha protestato più volte.

La situazione ha raggiunto un picco di febbre questa settimana a Delhi quando, oltre all’arrivo di Trump, Kapil #Mishra, membro del partito BJP di Modi, si è rivolto contro un gruppo di manifestanti musulmani che avevano chiuso una strada per protestare contro la legge sulla cittadinanza. Mishra ha lanciato un ultimatum alla polizia, dicendo che o eliminava i manifestanti, o lo avrebbero fatto loro stessi.


Sono iniziate così le violenze che hanno portato incendi e distruzione in diverse moschee della città di #Deli e alla violenza per le strade contro i musulmani. Dall'ultimo conteggio, più di 300 persone sono state ferite e più di 40 uccise, la peggiore violenza che Delhi abbia mai visto dai disordini del 1984 che hanno preso di mira i sikh dopo l'assassinio del primo ministro Indira Gandhi.


Inoltre secondo il corrispondente di The Reuters in India, a Delhi ci sono stati casi in cui la polizia sembra aver incoraggiato le violenze dei suprematisti indù contro i musulmani, rimanendo a guardare mentre la folla dava fuoco ad abitazioni e veicoli e attaccava persone musulmane con delle pietre.



Molto probabilmente le violenze non si fermeranno. Anzi peggioreranno, portando a galla diverse questioni, non soltanto sociali, ma anche economiche. Infatti, la facilità con cui Modi è passato da riformatore economico a nazionalista indù, ha già iniziato a innervosire gli investitori stranieri e la violenza della settimana appena passata li innervosirà ancora di più, colpendo l'economia indiana e probabilmente costringendo Modi a fare ancora più affidamento sul nazionalismo indù come stampella politica per il futuro.

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