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Procedura d'infrazione per la Polonia

Di Redazione


La Commissione europea ha aperto la procedura d’infrazione nei confronti della Polonia, a causa del suo nuovo ordinamento giudiziario considerato non conforme alle regole europee. Di fatto, il governo polacco ha introdotto nel proprio ordinamento una legge approvata che apporta modifiche al funzionamento del sistema giudiziario col serio rischio di un controllo politico del sistema, ovvero della possibilità di una valutazione disciplinare dei contenuti delle sentenze che viola la regola del primato delle regole comunitarie sulle disposizioni nazionali. La Polonia ha due mesi per rispondere alla lettera formale della Commissione. Lo scorso 17 aprile, il Parlamento europeo ha espresso forti preoccupazioni riguardo la decisione del governo polacco di modificare il codice elettorale e la proposta di elezioni nel corso della pandemia.



Non è la prima che la Commissione europea opta per il deferimento della Polonia. Qualche mese fa, la Corte di giustizia dell'Ue è stata chiamata in causa per le violazioni del principio di indipendenza della magistratura, create dalla nuova legge nazionale sulla Corte suprema. In quell'occasione, la Commissione aveva ribadito che la legge polacca sulla Corte suprema è incompatibile con il diritto dell'Unione in quanto lede il principio di indipendenza della magistratura, in particolare nell'aspetto dell'inamovibilità dei giudici, accusando il governo di Varsavia di venir meno agli obblighi previsti dall'art. 19 paragrafo 1 del Trattato sull'Unione europea (TUE), ovvero che gli Stati membri stabiliscono i rimedi giurisdizionali necessari per assicurare una tutela giurisdizionale effettiva nei settori disciplinati dal diritto dell'Unione.

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