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Punto su punto

Di Kevin Gerry Cafà


La pandemia COVID-19 costituisce una sfida senza precedenti con conseguenze socio-economiche molto gravi per i paesi membri della comunità europea. La notevole portata dell'emergenza, ci impone di analizzare punto su punto ciò che i ministri delle finanze dei paesi europei hanno trasmesso alle conclusioni dell'Eurogruppo di ieri. Non è tollerabile che il dibattito europeo sulla scelta di inserire il Mes tra le proposte dell'Eurogruppo, venga discusso in maniera grossolana ancor prima di leggere il testo originale delle conclusioni. Inoltre, le conclusioni sono un documento preliminare che non ha alcun effetto, poiché necessità dell'approvazione del Consiglio europeo della settimana prossima.


Sfatiamo subito il tabù: il Mes non è stato attivato. Il suo utilizzo è solo una proposta che i partecipanti al vertice di ieri hanno inserito nelle conclusioni. Sostanzialmente, l'Eurogruppo ha offerto la possibilità ai paesi europei di ricorrere al Mes senza le condizioni rigorose descritte dall'art.3 del Trattato, per far fronte alle spese sanitarie. Si tratta di un'ulteriore linea di liquidità messa a disposizione fino al 2% del Pil e attivabile a zero condizioni, ovvero senza ricorrere ad un programma di rigorose correzioni macroeconomiche previste da questo strumento di assistenza finanziaria. Per l'Italia si tratta di altri 35 miliardi disponibili fino alla fine dell'emergenza.



La vera partita europea si giocherà sul voto di un altro strumento, che è stato inserito nel testo delle conclusioni del vertice di ieri: la proposta francese e italiana del Recovery Fund, ovvero un fondo temporaneo, mirato e commisurato ai costi straordinari dell'attuale crisi che contribuirebbe a diffonderli nel tempo attraverso finanziamenti adeguati. Su questo punto, il ministro Gualtieri ha sottolineato l'importanza per il nostro paese di attivarlo e dotarlo di risorse attraverso gli Eurobond.

Il governo italiano ripartirà da qui. La posizione sul Mes non cambia. Bisognerà attendere la conferenza stampa del premier Conte in programma oggi. Il resto verrà trattato dalle opposizioni che hanno la necessità di nutrirsi di fake news e alimentare la deriva populista contro le istituzioni europee.

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