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Recovery in cambio del sì al Mes

Di Kevin Gerry Cafà


L'Eurogruppo tornerà ad esprimersi sulla strategia coordinata e globale per far fronte alle esigenze di emergenza sanitaria e preparare il terreno per la ripresa europea. Questa strategia dovrebbe combinare iniziative a breve, medio e lungo termine, tenendo conto delle ricadute e delle interconnessioni tra le economie europee e la necessità di preservare la fiducia e la stabilità dei mercati.


Il Consiglio europeo dello scorso 23 aprile, si era concluso in uno spirito di maggiore collaborazione tra i 27 leader europei. In quell'occasione, il summit europeo ha dato il via libera alle misure discusse nel corso dell'Eurogruppo, ovvero il Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP), lo stop al Patto di Stabilità, la flessibilità sugli aiuti di stato, il piano della Bei e la possibilità di accedere al Mes fino al 2% del Pil senza ricorrere ad un programma di rigorose correzioni macroeconomiche previste da questo strumento di assistenza finanziaria.


Primo punto in agenda della videoconferenza di oggi è proprio il Fondo Salva stati, che verrà esaminato attentamente al fine di valutarne la convenienza complessiva per i paesi maggiormente in difficoltà. Per l'Italia si tratta della possibilità di accedere ai 35/37 miliardi disponibili per l'emergenza, al fine di sostenere il finanziamento interno dell'assistenza sanitaria diretta e indiretta, compresi i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID-19.


Riguardo ai finanziamenti per l'assistenza sanitaria, il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità dovrebbe contenere un elenco di voci di spesa che verranno considerate idonee all'utilizzo dello stesso Fondo Salva stati. Nelle ultime ore, il compito della Commissione europea di controllare che il credito liberato dal Mes sia effettivamente impiegato per le sole circostanze speciali dell'attuale crisi pare sia venuto meno: condizioni preliminari su cui l'Olanda aveva chiesto l'analisi di sostenibilità del debito con tassi comunque superiore ai costi di finanziamento. I commissari Valdis Dombrovskis e Paolo Gentiloni nella lettera inviata al presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno hanno sottolineato che tutte quella serie di regole legate al Mes e le correzioni aggiuntive dei conti non si applicano, compresa la rinuncia all'ulteriore sorveglianza della Commissione europea, che si limiterà a quella prevista dal Semestre europeo.


Il rigore dei Paesi Bassi sull'utilizzo del Mes è frutto della sua politica accondiscendente sul Recovery Fund, la cui creazione potrebbe richiedere qualche settimana in più. Per questo motivo, ad oggi, il Mes pare essere l'unica linea di credito a cui accedere nel breve periodo. Aspetto su cui il governo potrebbe cedere in cambio dell'ok definitivo alla creazione del fondo di recupero per preparare e sostenere la ripresa, fornendo finanziamenti attraverso il bilancio dell'UE - che verrà potenziato nei prossimi anni - per rilanciare l'economia in linea con le priorità europee e garantire la solidarietà dell'UE con gli Stati membri più colpiti.







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