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Riflessioni sul 25 Aprile

Di Kevin Gerry Cafà Sentirsi liberi di manifestare la propria diffidenza verso qualcosa che limita in diverse forme la nostra libertà, è forse l’aspetto più importante che il 25 Aprile ci ha donato. Parafrasando Norberto Bobbio, la libertà è strettamente correlata al concetto di dignità e di giustizia, ed è la condizione primaria per lo sviluppo pieno e consapevole delle potenzialità dell’essere umano. Dal punto di vista politico-sociale, si traduce in un complesso di norme regolate dalla legge riguardanti i diritti ed i doveri di ogni individuo, senza discriminazioni di nascita, religione, cultura o sesso. In questo ambito si concretizza la libertà civile e personale di pensiero, di culto, di stampa, di riunione, di parola, nonché l’inviolabilità. La Festa della Liberazione è l’occasione per ritrovare e rivendicare la propria appartenenza - nel bene e nel male - alla nostra amata Repubblica. Non si tratta di un momento in cui bisogna strumentalizzare e distorcere il significato dell’evento che stiamo festeggiando oggi. Il 25 Aprile è la festa della Liberazione dal nazifascismo, la Festa dell’Italia libera e democratica, l’occasione per trasmettere ai più giovani l’impegno civile e l’amore per la libertà che ha portato tanta gente ad unirsi alla resistenza contro il nazifascismo e contro un regime che con la libertà non ha mai avuto niente a che fare.


Proviamo a soffermarci sui principi fondamentali stabiliti dalla nostra Costituzione e ripensiamo al duro scontro della seconda guerra mondiale. Solo se riflettiamo sulle deportazioni, lo sterminio di milioni di ebrei, i bombardamenti sulle singole città, le stragi di civili e crimini di guerra, possiamo capire il senso profondo delle norme contenute nella nostra Costituzione che riguardano diritti inviolabili dell’uomo, sui doveri di solidarietà politica, economica, sociale, sulla pari dignità senza distinzione di sesso, di lingua, di etnia e di religione, sul ripudio della guerra come strumento di risoluzione delle controversie internazionali. Valori per cui vale la pena lottare anche contro le più spietate dittature apparse nel panorama europeo. La Costituzione esprime la volontà di liberazione dalla guerra e dalla limitazione della libertà che in quel lontano 25 aprile ha unito il popolo italiano contro un’ideologia criminale. Non è ammissibile che in un paese come il nostro si metta in discussione la festa della liberazione. Seppur in forme diverse, i paesi europei ed extraeuropei celebrano in maniera significativa eventi di questo tipo, poiché rappresentano ciò per cui molti connazionali hanno lottato e sacrificato anche la propria vita.

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