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Un nemico, due imperi

Di Alessandro Preti

Il 15 aprile vi è stata un’importante conversazione telefonica tra il Direttore dell’Ufficio della Commissione Centrale degli Affari Esteri cinese Yang Jiechi (nonché membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese, ex Ministro degli Esteri e ambasciatore negli Usa) e il segretario di Stato statunitense Mike Pompeo.

La conversazione è stata un primo approccio per affrontare un tema delicato e inevitabile: la cooperazione e la relazione delle due potenze data la situazione pandemica. L’alto diplomatico Yang Jiechi, secondo quanto riferito dall'emittente cinese CCTV, durante il colloquio avrebbe sottolineato come sia “cruciale che la Cina e gli Stati Uniti gestiscano correttamente le loro relazioni in mezzo alla pandemia di coronavirus” e che “sperava che gli Stati Uniti avrebbero incontrato la Cina a metà strada, concentrandosi sulla cooperazione e aiutando a promuovere relazioni bilaterali in linea con gli interessi fondamentali dei loro paesi”. C’è stato, inoltre, uno scambio reciproco riguardo le accuse mosse da Washington e Pechino avvenute nelle precedenti settimane: mentre Yang ha specificato che “qualsiasi piano per imbrattare la Cina sarà destinato a fallire”, la portavoce del Dipartimento di Stato americano Morgan Ortagus, ha riferito in una nota che “il segretario Pompeo ha trasmesso forti obiezioni degli Stati Uniti agli sforzi della RPC per spostare la colpa di COVID-19 negli Stati Uniti”.


L’episodio è un primo timido tentativo di avvicinamento per provare a fornire un approccio comune in ambito sanitario e una stabilità economica-finanziaria globale. Secondo Yang è necessario concentrarsi sulla cooperazione piuttosto che sui temi di scontro, evidenziando come questa sia anche l'aspettativa della comunità internazionale, e sottolinea che “la Cina è disposta a continuare a condividere informazioni ed esperienze sulla prevenzione e il controllo delle epidemie con gli Stati Uniti”. Pompeo concorda sul fatto che si tratti di una sfida comune che necessita la risposta collettiva della comunità internazionale, ma chiede maggior trasparenza e condivisione delle informazioni, ricordando gli aiuti forniti dagli Usa a gennaio e l’importanza attribuita agli aiuti cinesi in risposta alla situazione critica negli Stati Uniti.

In attesa di ulteriori sviluppi, il dibattito sulla futura leadership mondiale è più caldo che mai e non è ancora chiaro chi possa, tra le due superpotenze, essere favorita dallo sviluppo delle relazioni sino-americane e da un approccio multilaterale di carattere globale, in contrasto con la politica di self-help tenuta finora. La crisi sanitaria ha messo in risalto il caos e le criticità di questo “multipolarismo-bipolare”, per cui ogni decisione si ripercuote in modo differente su più livelli del sistema internazionale.

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