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Ue pronta a nuove sanzioni nei confronti della Turchia

Nel corso del vertice europeo a cui hanno preso parte i leader dei sette paesi europei che si affacciano sul Mediterraneo, sono state gettate le basi per l'azione Ue nei confronti della Turchia. Tutti i partecipanti all'Euromed hanno dichiarato di essere pronti a sostenere sanzioni contro Ankara qualora dovesse dimostrarsi indisponibile al dialogo dopo l'inasprirsi dei contenziosi marittimi. "Se la Turchia non avanza sulla via del dialogo e non mette termine alle sue attività unilaterali, l'Ue è pronta a elaborare una lista di misure restrittive supplementari che potrebbero essere proposte in occasione del Consiglio europeo del 24 e 25 settembre", si legge nella dichiarazione finale del vertice di Ajaccio dei leader dei Paesi del Sud Europa. Una posizione quella dell'Unione europea che riflette i continui attacchi tra Turchia e Grecia, a cui abbiamo assistito nelle scorse settimane.


La risposta di Ankara


Qualche giorno fa, il ministro degli esteri turco aveva dichiarato che la Turchia si aspetta un'azione dell'Unione europea come un "mediatore onesto" nella regione del Mediterraneo orientale.


"Se fai parte del problema, come puoi mediare tra Turchia e Grecia, o tra turco e greco-ciprioti?" ha detto Mevlüt Çavuşoğlu rivolgendosi alla Commissione per le relazioni estere del Parlamento europeo tramite collegamento video dal Senegal. Çavuşoğlu ha affermato che l'UE ha assunto il ruolo di autorità giudiziaria che difende le affermazioni di una parte nel Mediterraneo orientale e la sua posizione è ingiusta e non in linea con il diritto internazionale. Oltre alla Grecia e ai greco-ciprioti, secondo Çavuşoğlu, altri paesi come l'Egitto, il Libano, la Francia e persino un attore esterno - gli Emirati Arabi Uniti (EAU) - hanno recentemente cercato di stringere alleanze per isolare la Turchia e la Repubblica turca di Cipro del Nord (TRNC) nella regione.

Çavuşoğlu ha concluso che la Turchia non ha cercato alcuna escalation nel Mediterraneo orientale e ha favorito un approccio pacifico e lo stesso presidente Recep Tayyip Erdoğan aveva ordinato alle navi militari che proteggono la Oruç Reis: una nave di ricerca energetica battente bandiera turca operante nella regione.


Il ministro degli esteri turco ha fatto luce su come Turchia e Francia non fossero sulla stessa linea di pensiero su Siria, Libia e Mediterraneo orientale. Secondo la versione del governo turco, la politica francese nei confronti della Turchia è cambiata in seguito all'operazione militare di Ankara contro l'YPG, la propaggine siriana del gruppo terroristico del PKK.

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