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Non ci resta che il Mes

Di Kevin Gerry Cafà


Alla viglia della festa che domani celebrerà la pace e l'unità della comunità europea, l'Eurogruppo ha trovato un accordo definitivo sul Mes senza la rigorosa condizionalità, a cui questo particolare fondo finanziario europeo per la stabilità è soggetto. Il contesto storico in cui l'Europa si appresta a rendere omaggio all'anniversario della dichiarazione Schuman e alle sue idee in materia di cooperazione politica per la comunità europea, non è di certo quello che gli stati membri si aspettavano. A questo, si aggiunge l'esito scontato dell'Eurogruppo di oggi.


La vigilanza della Commissione europea


Il ricorso al Meccanismo europeo di stabilità (Mes) riguarderà un elenco di voci di spesa per l'assistenza sanitaria diretta e indiretta, che verranno considerate idonee all'utilizzo dello stesso Fondo Salva stati. Poche ore prima, si era discusso circa il ruolo che la Commissione europea ricoprirà nelle prossime settimane. Il summit europeo ha deciso che la Commissione avrà il compito controllare che il credito liberato dal Mes sia effettivamente impiegato per le sole circostanze speciali dell'attuale crisi: condizioni preliminari su cui l'Olanda aveva chiesto l'analisi di sostenibilità del debito con tassi comunque superiore ai costi di finanziamento.


Per l'Italia si tratta della possibilità di accedere ai 35/37 miliardi disponibili per l'emergenza, al fine di sostenere il finanziamento interno dell'assistenza sanitaria diretta e indiretta, compresi i costi relativi alla cura e alla prevenzione dovuti alla crisi COVID-19. E' importante sottolineare che "intorno a questo strumento", le linee di credito del Mes, "non c'è alcuno stigma. E' disponibile per tutti i Paesi", le condizioni di accesso sono "standardizzate" e "non c'è nessun tipo di Troika per la sorveglianza dopo l'accesso". Lo sottolinea il presidente dell'Eurogruppo Mario Centeno, in conferenza stampa dopo la riunione in videoconferenza



Le reazioni del governo italiano


Ad oggi, il Mes sembra essere l'unica linea di credito a cui accedere già all'inizio del mese di giugno con una maturità dei prestiti a 10 anni e un tasso d'interesse poco sopra lo 0,1% annuo.

E' chiaro che le mosse del governo dipendono soprattutto dagli strumenti che le istituzioni europee riusciranno a garantire agli stati membri. Dal premier italiano Giuseppe Conte è arrivato il monito sull'Europa che deve agire senza ulteriore indugio per avviare la ripresa economica e che le tre misure Sure, Bei, Mes sono insufficienti, visto quanto le altre grandi economie - Usa per esempio -, stanno spendendo per sostenere le loro imprese e le loro famiglie. L'esito dell'Eurogruppo divide la maggioranza di governo, in virtù della presa di posizione del M5s sull'attivazione del Mes.



Anche se alla fine, il governo potrebbe cedere sulla questione legata al Fondo Salva stati in cambio dell'ok definitivo alla creazione del Recovery Fund, su cui bisogna registrare il ritardo della Commissione e le divisioni che aleggiano sul fondo di recupero per preparare e sostenere la ripresa. Ecco, proprio il Recovery Fund potrebbe essere il trampolino di lancio per il piano De Gasperi del presidente del Consiglio europeo Charles Michel.







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