• Kevin Gerry Cafà

Provate a lasciare libera la RAI

Il Presuntuoso della settimana è l'amministratore delegato Rai Fabrizio Salini


Di Kevin Gerry Cafà


Bisogna dirlo con grande chiarezza : Fedez non ha scoperto nulla di nuovo sul sistema che aleggia da anni all'interno della RAI. Quella che la critica ha sempre definito come "lottizzata". Si tratta di una governance legata a doppio filo con la politica e spesso anche con centri di potere che decidono palinsesti, programmi, attori e persino le modalità con cui un'artista deve esprimersi nel giorno della festa dei lavoratori. La battaglia intrapresa da Fedez è una di quelle di cui il paese necessita, ovvero quella di prendere posizione su temi di questa portata politica e sociale senza alcun tipo di interferenza o limitazione della libertà di pensiero. Il fatto che sia un rappresentante del mondo dello spettacolo e della musica a dover riaffermare l'importanza di certe tematiche, è l'ennesimo schiaffo ad una classe politica che negli anni ha relegato il dibattito sui diritti in un luogo chiassoso e marginale. Da settimane, il ddl #Zan è in attesa di una discussione in aula. Come del resto anche lo Ius Soli e tanti altri temi che un governo serio dovrebbe mettere al centro della propria agenda politica. Nel caso di specie, non è stato “inopportuno” difendere il ddl Zan e attaccare politicamente la Lega, facendo nomi e cognomi di consiglieri locali che hanno utilizzato frasi ingiuriose verso gli omosessuali e sopratutto con i migranti. Non si tratta del politically correct come l'ha definito un duo che non mi sento nemmeno di citare, visto il basso livello di istruzione in cui entrambi sguazzano ormai da diversi anni. Si tratta di vivere in maniera civile e senza alcun tipo di discriminazione verso gli altri. La cara e vecchia Mamma RAI avrebbe potuto distinguersi da quel modo di fare TV e prendere posizione sui diritti. Invece, i dirigenti e l'amministratore delegato Salini hanno fornito risposte alle accuse di #Fedez tipiche di un regime che non ha nulla a che fare con la storia d'Italia. Del resto, non c'è da stupirsi. Basterebbe riavvolgere il nastro della storia recente della RAI per capire quanto sia triste questo Paese.

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