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Usa-Uk: special Relationship

Di Alessandro Preti


Il 5 maggio, il rappresentante per il commercio Usa Robert Lighthizer e il Segretario di Stato per il commercio internazionale britannico Liz Truss, hanno formalmente dato inizio ai negoziati per la formulazione di un accordo di libero scambio tra Stati Uniti e Regno Unito. Sono state annunciate le modalità di svolgimento dei negoziati in una dichiarazione congiunta di Lighthizer e Truss: “Alla luce della pandemia in corso causata dal Covid-19, il primo round negoziale verrà condotto virtualmente, con i negoziatori di Regno Unito e Usa impegnati in una discussione per le prossime due settimane in quasi 30 differenti sottogruppi, per coprire tutti gli aspetti dell’accordo commerciale generale”. L’obiettivo è quello di trovare un accordo ambizioso e completo, il che potrebbe richiedere tanto tempo. Secondo l’ex segretario di Stato britannico per il commercio, Liam Fox, la variabile coronavirus costringe a velocizzare la formulazione di un accordo commerciale e anche David Henig, direttore del progetto di politica commerciale del Regno Unito per l’European Centre for International Political Economy, sostiene che si possa raggiungere l’intesa prima del previsto, dato che Donald Trump e Boris Johnson hanno lo scopo comune di raggiungere tale successo entro la fine dell’anno.


Dal lato di Washington c’è però meno ottimismo, in quanto gli Stati Uniti sono consapevoli del fatto che il Regno Unito dovrà definire le relazioni commerciali con l’Unione Europea prima di siglare l’accordo, questo fatto potrebbe allontanare la conclusione delle trattative dopo le elezioni statunitensi. I sostenitori della Brexit si sono sempre schierati in favore di una stretta relazione commerciale con gli Stati Uniti, come sostiene Henig: "Un accordo commerciale con gli Stati Uniti ha sempre fatto parte del progetto Brexit". Gli scettici sono preoccupati che l’accordo favorisca l’ingresso delle aziende private statunitensi nel sistema sanitario pubblico britannico, nonostante le smentite di Johnson, e sottolineano come l’intesa con gli Stati Uniti possa costringere Londra ad accettare standard inferiori in termini ambientali e alimentari, complicando l’accesso al mercato unico Ue. Sebbene Truss reputi necessario l’accordo per “rendere ancora più semplice fare affari con i nostri amici dall’altra parte dell’oceano” in quanto “Gli Stati Uniti sono il nostro principale partner commerciale e aumentare gli scambi a livello transatlantico potrebbe consentire alle nostre economie di riprendersi dalle sfide poste dal coronavirus”, sembra che l’impatto economico sia relativamente modesto. Infatti, il commercio tra Stati Uniti e Regno Unito, nel 2018, è stato stimato a circa 261,9 miliardi di dollari e secondo le previsioni del governo il nuovo accordo porterebbe ad un incremento del Pil britannico pari allo 0,16% nell’arco di 15 anni. Dmitry Grozoubinski, professore e fondatore di ExplainTrade.com ha affermato che: "Chiunque si aspetti un accordo di libero scambio per trasformare entrambe le economie sarà probabilmente gravemente deluso. Gli Stati Uniti e il Regno Unito sono alcune delle economie più aperte e liberalizzate del mondo, con le loro rimanenti principali barriere commerciali inattaccabili, politicamente radicate e ferocemente difese da attivisti e interessi speciali. Un accordo di libero scambio ha certamente il potenziale per migliorare il clima economico per alcuni esportatori, in qualche modo, qualche volta - ma il cittadino medio probabilmente non noterà nemmeno che è lì".



Il tema economico dunque non è da considerarsi centrale, nonostante si parli di un accordo commerciale, ma ciò che risulta essere davvero rilevante è la dimostrazione di un’unione politica, il piano percettivo per il quale saremmo nuovamente di fronte all'affermazione della “Special Relationship” angloamericana. Il rafforzamento dell’anglosfera è un progetto che arriva da lontano e dopo la Brexit stiamo assistendo ad un ulteriore consolidamento che vede l’avvicinamento del Regno Unito agli Stati Uniti. Questo accordo, come la Brexit, potrebbe diventare un importante precedente (con tutte le differenze del caso) molto pericoloso per l’Unione Europea considerato il crescente euro-scetticismo, anche se nulla è ancora deciso e rimane l’incognita Joe Biden, che se dovesse vincere le prossime elezioni avrebbe priorità e idee differenti da quelle dell’attuale amministrazione americana.

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